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venerdì 11 settembre 2009

Brevi interviste con uomini schifosi

Non me ne vogliano gli uomini .... per par condicio prima o poi metterò un post sulle donne... ma mi colpisce che il libro sia stato scritto da un uomo... (lo scrittore che si è impiccato in casa sua all'apice del successo un anno fà...)

È diventato un fenomeno sulla Rete
Un trailer per scoprire chi sono gli Uomini schifosi
La presentazione del primo film tratto dal libro di culto di David Foster Wallace
Gli Uomini Schifosi sono assolutamente normali, abba­stanza giovani, alcuni carini, tipi con cui fidanzarsi o anda­re a cena. Quando parlano di­cono cose normalmente sini­stre. Chi li ascolta (specie se donna, ma molti uomini si sentono male, pure loro) sof­fre perché nella loro crudeltà casuale, nella loro ossessività confessa, sono proprio ugua­li a un ex marito, un ex moro­so, un capo cattivo, e così via. Per questo — banalizzando molto — le «Brief Interviews With Hideous Men», «Brevi interviste con uomini schifo­si », del 1999, è uno dei libri più amati di David Foster Wal­lace. E dei più letti, non è eter­no come «Infinite Jest» ed è diviso in racconti-confessio­ni degli schifosi suddetti.
La sua accessibilità-aggressività lo ha reso in America un libro di culto (come si suol dire), e un libro-rifugio per anime in pena, femmine e maschi; leg­gendolo identificano compor­tamenti che vedono in conti­nuazione e improvvisamente li capiscono perfettamente.
Sognano di avere superpoteri, dicono. Narrano cose atroci fatte alle fidanzate e le descrivono come inevita­bili. Parlano con fatica della moglie (Timothy Hutton, uno dei pochi personaggi di mezza età). Negano di essere misogini: «Donne? Molte del­le mie amiche sono donne».

Fonte: www.corriere.it Maria Laura Rodotà 08 settembre 2009© RIPRODUZIONE RISERVATA

domenica 18 gennaio 2009

Non avevo capito niente - Diego De Silva


Si tratta di un libro piacevole - beninteso, senza troppe pretese - ma piacevole da sfoglicchiare mentre si è in treno, in metro, e riconnettersi 5 o 6 pagine alla volta a questo spiraglio sulla vita dell'avvocato Malinconico (si, è il cognome del protagonista) che, diciamocelo, è un uomo mediocrello, uno che cerca di non perdere l'equilibrio nelle varie circostanze in cui lo vediamo, per così dire, impegnato. Nello sfondo di una Napoli con una camorra all'acqua di rose, quasi simpatica e piacevole se vogliamo, Malinconico è protagonista di alcuni sketch che vi faranno sorridere, vuoi per il modo di scrivere di De Silva, o perchè ci si immagina la faccia di quest'avvocato un pò coglione in queste situazioni. Situazioni all'ordine del giorno o paradossali, poco importa. il libro non reca con sè un messaggio o una morale particolari, è solo come dicevo un buon intrattenimento, una storiella per farci passare quelle mezz'ore noiose che non passano mai.